Un po’ della mia storia

 

I miei primi 35 anni

Sono cresciuta pragmatica e sognatrice, lucida e visionaria. Ho sempre pensato fosse impossibile trovare un equilibrio quando tieni i piedi ben saldi a terra e lo sguardo rivolto verso l’alto. Poi la vita mi ha insegnato che non è così e negli anni ho imparato che quelle che pensavo fossero contraddizioni sono in realtà i mie punti di forza.

A 35 anni avevo già un bel bagaglio di esperienze. Tra le più importanti: ho studiato Scienze Biologiche; ho preso una borsa di studio e ho conseguito il Diploma di Laurea in Traduzione e Interpretariato; mi sono specializzata in traduzioni medico-scientifiche; ho vissuto a Londra; ho lavorato per un’attrice di fama internazionale; ho lavorato per la sede italiana di una delle aziende di traduzione e localizzazione più importanti al mondo.

In questi anni, la mia parte pragmatica ha fatto da padrona, sciorinando paternali su come il dovere e lo spirito di sacrificio fossero le vere virtù da coltivare nella vita. D’altronde questo è l’insegnamento che la mia generazione ha ricevuto in famiglia e a scuola: studio e lavoro. E poi lavoro e lavoro, perché questa è la vita (mi dicevano, mi dicevo). Ho lavorato come traduttrice professionista tanto e bene, con soddisfazione e con frustrazione, per clienti italiani ed esteri, alcuni anche molto importanti. Ho lavorato come dipendente e come freelance e in entrambi i casi sono sempre arrivata al punto in cui mi sentivo chiusa in gabbia. Per anni ho creduto che quella gabbia fosse opera dei miei capi — in ufficio — o dei miei clienti — nella libera professione. Mi ci è voluto un bel po’ per capire che non era così.

Tanto è vero che ho lasciato mi si spremesse come un limone, inconsapevolmente prima e consapevolmente più avanti negli anni; finché un bel giorno, quasi all’improvviso, mi sono svegliata vuota, senza più né arte né parte. Non avevo mai pensato queste cose di me, prima. Sono rimasta spiazzata. Quando dentro ti senti una persona capace, brillante e positiva mentre fuori tutto sembra dimostrare il contrario, il tuo “equilibrio” si spezza inevitabilmente.

La mia reazione è stata uno STOP. Mi sono letteralmente fermata. Un vero e proprio blocco. Non è stata una scelta cosciente, semplicemente il mio corpo si rifiutava di “fare”. Solo i pensieri non si sono mai fermati ed è stato un guaio, soprattutto per il mio riposo notturno. Basta ritmi lavorativi serrati, basta overdose di informazioni, basta vita notturna frenetica, basta divorare libri, basta coltivare mille e più interessi, basta essere sempre perfetta e basta dormire… bene. Ho trascorso intere giornate seduta sul divano a guardare il famigerato punto fisso nel vuoto, senza speranza alcuna di fermare i pensieri che si rincorrevano vorticosamente nella testa. Ho persino creduto di non riuscire a superare tale condizione di inerzia, di rimanere in quella specie di limbo per sempre.

Ma quale inerzia!

La verità era che avevo perso il contatto con me stessa e fermarsi era probabilmente l’unico modo che avevo per ritrovarmi. Staccando la spina ho capito che volevo fortemente tagliare i legami con un’esistenza che non avevo scelto consapevolmente e vivere finalmente la vita che desideravo; ma per cominciare a farlo avevo bisogno di imparare a dire NO. Per riprendere contatto con il mio corpo (riconoscere i momenti di deficit energetico, rispettare la stanchezza e non sovraccaricarmi, ad esempio) e con il mio spirito (riscoprire le vere passioni, riprendermi la libertà di scegliere cosa fare o non fare e chi frequentare, tanto per cominciare) ho avuto bisogno di dire tanti NO ed è stato tremendamente difficile. Ancora oggi non nego di avere qualche difficoltà in determinate situazioni.

Inoltre, dal punto di vista professionale, non avevo la minima idea di come procedere. Certo è che mi sentivo più libera e pronta ad accogliere nuove opportunità, ma la vecchia abitudine a sostenere ritmi lavorativi assurdi e la nuova condizione di inattività mi impedivano di mettere a fuoco le mie vere aspirazioni; poi c’erano l’insicurezza e il senso di colpa, per niente facili da gestire in quel momento.

Un pomeriggio come tanti, colta da un guizzo improvviso di vitalità, decido di uscire per una passeggiata e fare una sosta in libreria. Spulciando tra gli scaffali, lo sguardo è caduto su un libro che avevo già notato e snobbato centinaia di volte in passato: Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita di Giulio Cesare Giacobbe. Preso, senza pensarci due volte, e letto tutto d’un fiato. Non mi è bastato, ho voluto leggerlo una seconda volta aggiungendo note, sottolineature e provando faticosamente a metterne in pratica gli insegnamenti. Mi si era aperto un mondo. Un po’ per caso, un po’ per gioco avevo cominciato un percorso che fino ad allora non avevo mai considerato: la crescita personale. Percorso che una volta intrapreso diventa un meraviglioso viaggio senza meta. E all’inizio di questo viaggio ho capito che il mio STOP era stata la cosa più sana che avessi mai deciso di fare. Finalmente, mi stavo prendendo cura di me stessa.

In fondo, i miei primi 35 anni di vita sono stati sì una corsa estenuante, ma sul posto. La smania di fare e conoscere tutto, bene e sempre meglio, non mi aveva fatto spostare di un centimetro. Intraprendere un percorso di crescita personale mi ha aiutata a capire quanto sia inutile correre disperatamente e avere solo obiettivi e mai desideri. Così non si va da nessuna parte e ci si dimentica di noi stessi, di chi siamo veramente.

Obiettivi e desideri dovrebbero coincidere.

Ho superato così un punto di non ritorno: non ho più voluto essere onnipotente e ho riscoperto la mia sensibilità, capacità che ci rende unici e irripetibili.

Ferma, immobile, bloccata, senza mete concrete, senza sapere cosa fare, senza pensare a cosa dover fare. Sospesa, ho cominciato a rimuovere gradualmente i tanti limiti autoimposti e a liberarmi, faticosamente, dalle catene che io stessa avevo forgiato per me. Ho persino imparato ad apprezzare l’arte del dolce far niente. La vita è fatta anche di paradossi e proprio rimanendo ferma, immobile, bloccata, ho cominciato a muovermi e a fare dei grandi passi avanti.

35 anni + 5

La crescita personale mi ha predisposto a partecipare a tanti corsi di formazione. Così ho ripreso a studiare, stavolta per me stessa. In questo periodo mi sono specializzata in Legge dell’Attrazione e Life coaching, conseguendo le qualifiche di Certified Law of Attraction Basic Practitioner e Certified Life Coach seguendo i corsi — e sostenendo i relativi esami — di Steve G. Jones, coach di fama internazionale. Ho anche partecipato al percorso formativo di T. Harv Heker, percorso che mi sento di consigliare caldamente a tutti coloro che desiderano formarsi per avere un’adeguata educazione finanziaria, scoprire quale sia la loro missione nella vita e trasformarla — perché no? — in un business.

Tutto questo ha fatto sì che si aprisse un nuovo capitolo della mia vita.

Infatti, nella vita nulla accade per caso. È capitato che un’amica mi abbia parlato di network marketing e di un business che aveva da poco avviato. Anche lei, collega traduttrice-interprete, stava attraversando una fase di grandi cambiamenti. Confesso di aver provato subito dell’entusiasmo per come mi raccontava quella esperienza, ma non senza una buona dose di scetticismo. Tuttavia, grazie alla mia determinazione a voler superare gli schemi lavorativi tradizionali e alla grande stima che nutrivo da sempre per la mia amica, ho abbandonato i pregiudizi e ho concentrato le mie energie sulla conoscenza dei vantaggi offerti da questo tipo di attività.

Ho scelto così un’azienda americana, molto giovane ma solida, che tutt’oggi realizza dei prodotti di videocomunicazione on-line all’avanguardia. Anche se non è stato per niente facile rimettersi in gioco a 40 anni e, soprattutto, mettendoci la faccia (anche in video), questo business mi ha regalato subito delle soddisfazioni: ho conosciuto tante persone interessanti provenienti da diverse parti del mondo; ho fatto formazione on-line sul network marketing con grandi leader inglesi e americani; ho imparato a organizzare e fare i webinar; ho imparato le basi del video marketing; e, sopratutto ho imparato a promuovere al meglio me stessa, on-line e off-line. Questa esperienza ha fatto crescere esponenzialmente il mio entusiasmo nei confronti di Internet e delle tante e grandi possibilità che offre la rete, cosa che mi ha spinto anche a specializzarmi nell’uso dei social media per il personal branding.  Conoscere i principi della comunicazione video mi ha permesso di sviluppare una migliore accettazione di me stessa, non ricercando più la perfezione ma riscoprendo la mia autenticità e sentendomi a mio agio esprimendomi per come sono. Tuttavia, l’azienda che tanto mi stava insegnando non era quella giusta per me dal punto di vista del network marketing.

Questa prima esperienza nel network marketing è stata sia un trampolino di lancio che un banco di prova; è stato come tornare alla scuola materna dove ho mosso i primi passi, commesso i primi errori e compreso che il settore in cui avrei voluto costruire un team solido e di successo sarebbe stato un altro. Ma quale?

Un bel giorno, l’Universo ci ha messo di nuovo lo zampino facendomi conoscere l’azienda di network marketing di cui mi sono innamorata. Io che ero una da “Mai con un’azienda nel settore del benessere perché ci sono troppe responsabilità e non sarei in grado di…” indovina dove sono andata a inciampare? Esatto, in un’azienda leader nel settore del benessere. E da lì è cominciato anche il mio approccio ribelle al network marketing, con l’obiettivo di ridare la dignità che merita a questo straordinario settore professionale vittima, purtroppo, di tanti pregiudizi nel nostro paese.

Oggi: 40 + 3

Scoprirai su questo sito il mio totale distacco dall’approccio vecchio, stantìo, insistente, aggressivo e basato su slogan e falsi miti che ancora viene utilizzato da troppi network marketer. Ho preso coraggio e ho deciso di muovermi in questo senso, spesso andando contro molti insegnamenti ricevuti. Ecco perché sono e mi sento La ribelle del network marketing: una network marketer 100% professionale, 100% professionista, 100% impegnata nella continua formazione di me stessa e dei miei collaboratori, 100% impegnata nella creazione e nello sviluppo di un sistema realmente semplice, efficace e duplicabile per il successo di tutto il suo team.

[Se sei uno spirito ribelle ma determinato e ti sta venendo voglia di far parte di questa straordinaria rivoluzione, contattami subito QUI.]

Salire il primo gradino della scala per il successo è stato estremamente gratificante, un’emozione che tutti dovrebbero provare nella vita anche per avere la conferma che

lavorare (bene) e guadagnare (bene)
senza soccombere alle logiche distruttive del lavoro “tradizionale”
è realmente possibile!

Come conseguenza del mio giro di boa, ho scelto di continuare a vivere in provincia e di non tornare nella caotica, seppur splendida Roma.

Lavorare da casa, stabilendo impegni e orari nel rispetto del mio stile di vita, mi consente di vivere in una casa su una collina che sovrasta una città di provincia a misura d’uomo, insieme al mio compagno di vita e al nostro cane. Quando cominci a crearti un presente su misura, uno stile di vita cucito addosso, quando riprendi in mano le redini della tua vita, quando diventi consapevole che c’è sempre una possibilità di scelta e cominci a scegliere davvero, quando gli errori non sono più fallimenti ma occasioni di migliorarsi, tutto diventa possibile.

Domani

La crisi politica, economica e sociale, ma anche individuale, che ormai da anni stiamo vivendo è sintomo di una profonda trasformazione globale che non possiamo ignorare. Il futuro, più o meno prossimo, è un concetto che deve essere mantenuto strettamente collegato al presente. Il futuro, oggi, ha senso solo se ogni giorno compiamo delle azioni che ci avvicinano sempre di più alla realizzazione dei nostri sogni e dello stile di vita che realmente desideriamo.

Detto questo, domani è un altro – splendido – giorno.

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