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Quando un problema è un muro da abbattere

[Traduzione dall’inglese dell’articolo “When Looking for a Solution, Stop Staring at the Problem” di Dixie Gillaspie. Per leggere l’articolo originale, fare clic qui.]

Quando ci capita di perdere le chiavi, il telefono o la penna preferita, la verità è che il posto dove non guardiamo mai è proprio sotto il nostro naso; invece, quando abbiamo a che fare con un vero e proprio problema, nella vita come nel business, ci focalizziamo proprio su quello che, per la maggior parte di noi, si presenta come un muro da abbattere.

Sappiamo bene come funziona: individui, definisci e delinei il problema; lo giri lo rigiri e lo rivolti in tutti i modi; eppure, resta ancora un problema. Nessuna soluzione all’orizzonte.

Allora sbatti la testa contro il muro, ancora e ancora, tanto per accertarti che sia bello duro. La soluzione continua a non arrivare, ma il tuo mal di testa suggerisce che quel muro potrebbe essere reale.

Non abbatterai il muro sbattendoci la testa contro!

Per trovare una soluzione è necessario procedere con una prospettiva diversa da quella con cui si è definito il problema. Serve anche uno stato mentale diverso. L’attività creativa di problem-solving è un meccanismo mentale completamente diverso dall’attività analitica di definizione del problema. Il problema non è il muro. Il vero problema è il rapporto che si ha con il muro: difficile abbatterlo con la faccia schiacciata contro di esso.

problem-solving

Ecco tre modi per scostarsi dal muro e liberare la mente, al fine di individuare e creare soluzioni anche per il più difficile dei problemi.

1. Disattivare la modalità problema

Il cervello ci chiede di premere il tasto reset. Nei nostri uffici abbiamo un tavolo da ping-pong e un angolo tranquillo con una scacchiera. Si potrebbe supporre che gli imprenditori intenti a schiaffeggiare le palline bianche o a riflettere con la fronte corrugata e un dito sulla testa dell’alfiere non siano così produttivi come quelli che digitano freneticamente e ossessivamente sulla tastiera del computer, ma saremmo in errore. Entrambi, il ping-pong e gli scacchi, stimolano le aree cerebrali che favoriscono la creatività.

Quali sono le attività che liberano la vostra mente creativa? L’esercizio fisico? Stare all’aria aperta? Suonare la batteria o fare un solitario? Qualunque cosa sia, fatela! Dopodiché, guardate di nuovo il muro: è probabile che ora notiate delle crepe o addirittura delle aperture che prima non erano evidenti.

2. Sfidare la programmazione

Il nostro cervello, proprio come i computer, lavora sulla base di frasi “se… poi…“. Questo tipo di programmazione è utile a mantenerci in movimento quando andiamo veloci come treni sui binari della vita, ma non è così efficace quando nel nostro percorso dobbiamo affrontare un incrocio o una deviazione.

Quali supposizioni state facendo che potrebbero non essere fondate? Probabilmente lo erano un tempo, forse fino a ieri, ma può darsi non lo siano più ora. Oppure può darsi che quella condizione esista, ma non è vero che non può essere cambiata. Verificate tutto ciò che credete sia vero riguardo al problema e probabilmente scoprirete che vi state basando su almeno una falsa premessa. Quando cambia il “se” cambia anche il “poi”.

3. Esplorare territori sconosciuti

È probabile che, se altri imprenditori hanno sperimentato lo stesso problema o uno simile, si possa prendere in prestito la soluzione. Tuttavia, la soluzione potrebbe non essere sotto i nostri occhi. La maggior parte dei problem-solver innovatori sono diventati dei maestri nell’adattare soluzioni applicate in altri contesti a ciò che pensavano impossibile da risolvere.

Quali altri business o settori hanno problemi simili? Più precisamente, quale altra attività può sopravvivere solo risolvendo quel particolare problema? Come si può adattare quella soluzione alla vostra situazione?

Osservare ed esaminare altri business non solo è fonte di ispirazione ma stimola anche il cervello a “fare due più due”. L’inserimento di elementi inusuali nel processo costringe il cervello ad attivare la modalità creativa e a disattivare quella analitica e annienta quel probabile stato di tensione associato al ritrovarsi con la faccia contro il muro.

Anche se nessuno di questi tre suggerimenti risolverà magicamente il problema, essi vi aiuteranno a spostare il focus su una condizione in cui una soluzione ha modo di esistere; perché la soluzione è proprio lì, basta solo essere nel giusto stato mentale per vederla.

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